STAY SAFE _ M.A.M., Matri-archivio del Mediterraneo

Quattro artiste e quattro opere conservate nel M.A.M., Matri-archivio del Mediterraneo. Grafie e materie, piattaforma di archiviazione digitale – pensata e realizzata da un gruppo di ricercatrici afferenti all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” – che mira a conservare e trasmettere le opere estetiche e performative delle artiste mediterranee.

3. Artista: Oni Wong (Napoli)
Opera: Tickling, installazione, anni 2000

Altrove.
Altrove.
Come risuonano queste piccole parole
Wislawa Szymbroska

Testo a cura di: Celeste Ianniciello

L’opera articola il conflitto e la crisi della relazionalità che attraversano il nucleo più intimo della comunità: la famiglia e, in particolare, i legami affettivi. I materiali utilizzati (chiodi, piume, insetti e indumenti intimi) richiamano immagini contrastanti, stridenti, pervase da ambiguità e incertezza percettiva.
Il bianco che domina l’opera, sporcato dalla polvere del tempo, è inteso come silenzio, vuoto disarmante, candore e, al contempo, fastidio, violazione, contaminazione. Le Piume e i chiodi sono la sintesi estrema che materializza l’effimero e la molestia annidati tra le pareti domestiche e nel nascondiglio interiore del nucleo che le abita. Chiodi gioiello, mosche e piume solleticanti innescano sensazioni oppositive di attrazione e repulsione, seduzione e disagio, evocando un antico gioco perverso tra tortura e piacere. Il luccichio della vanità, la rincorsa dell’apparire e il compiacimento nell’esercizio del potere si confrontano (e si scontrano) costantemente con la beffa dell’illusione e il peso reale dell’effimero.
Altro elemento dell’opera è una sottoveste solidificata con della calce, sospesa alla parete su una gruccia, privata dell’originaria morbidezza, confluita in una nuova forma che la rende inutilizzabile, sebbene ancora accessibile. La trasformazione della sottoveste in un oggetto rigido e bianco, inerte e straniante, interrompe le classiche associazioni tra l’indumento intimo e il suo valore d’uso, l’idea di sensualità e di femminilità stessa. L’oggetto sembra la malinconica presenza di un ricordo, una presenza-assenza che racconta qualcosa di irrisolto tra passato e presente, tra intimità e solidità.

Oni Wong è un’artista proveniente dal movimento Punk-underground di Napoli, alla cui espressione contestataria mescola quella provocatoria e sovversiva dell’estetica femminista. La sua attività artistica, incentrata su installazioni, performances, scultura, pittura, fotografia, ha inizio, in modo autonomo e indipendente, negli anni Ottanta, durante i quali l’artista prende parte a importanti manifestazioni e iniziative sociali alternative, quali la nascita del Tienamment, come spazio autogestito di cultura e arte. La sperimentazione artistica di Oni Wong è intimamente legata all’idea organica del vivente e della propria identità, sia personale che culturale e artistica, come flusso continuo di disfacimento e trasformazione. Indicativa è la pratica tipica dell’artista di cambiare spesso nome, da Titania, Zizzania, Fosca, a Ognissanti, e attualmente Oni Wong, coincidenti ciascuno con una specifica fase artistica. Numerose sono le collaborazioni con laboratori artistici sperimentali a Napoli, tra le quali quella con Studio Aperto Multimediale, Laboratorio 3c, Dissociazione Culturale, Cielo celeste Emporio Spirituale; con collettivi d’arte e azione, quali Eretici Sfrattati, Gruppo Area, Sex and Violence; e con il gruppo cyber-Punk Contropotere. Tra le esperienze internazionali, centrale è la partecipazione alla rassegna d’arte multiculturale “Berlinapoli”.

Informazioni sul M.A.M., Matri-archivio del Mediterraneo

Il M.A.M., Matri-archivio del Mediterraneo. Grafie e materie è una piattaforma di archiviazione digitale – pensata e realizzata da un gruppo di ricercatrici afferenti all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” – che mira a conservare e trasmettere le opere estetiche e performative delle artiste mediterranee.
Il progetto privilegia una prospettiva culturalista e postcoloniale e una connotazione di genere. Il Matri-archivio sceglie la dimora del mar Mediterraneo come geografia aggregata e multipla, di appartenenza e di narrazione trans-nazionale; un mare, che, come un ‘archivio fluido’ interseca le luci di un passato condiviso e, al contempo, le ombre dei retaggi coloniali; registra la complessità geopolitica delle migrazioni del presente e trasmette la speranza di un futuro che, in prospettiva, vorrebbe fondarsi su una contro-memoria critica, aperta a nuovi orizzonti di convivenza e di ospitalità. È con lo sguardo rivolto a questo futuro, atteso, desiderato e immaginato, che l’opera del Matri-archivio si “fa” spazio di memoria e di comunicazione dei segni di vita, che, trasmutati in ‘grafie e materie’ estetiche, si legano a una passione di pensiero e d’azione delle donne.
La profonda conoscenza, da parte delle fondatrici, per le dinamiche culturali e i contesti artistico-performativi, in circolazione nella regione EuroMediterranea, ha guidato il processo di raccolta e di digitalizzazione di una vastità di linguaggi: dalla fotografia alla video-arte, dall’installazione land art alla bio arte, dalla coreografia alla grafic art. All’oggi, l’architettura del Matri-archivio si sviluppa su quattro principali sezioni/temi: Matriarche; La Mer; Matrice; Mater-ia, in cui dimorano le opere di più di 30 artiste mediterranee. Le artiste, e al contempo arconti di questo network marino, si raccontano ognuna con il proprio corpo e sguardo, ognuna nella differenza della propria lingua e scrittura, scegliendo la sezione o la sottosezione dove depositare, in forma di video, documentazione o immagine, la propria testimonianza artistica.

Nota: La piattaforma archivistica Matri-archivio del Mediterraneo. Grafie e Materie è il risultato della ricerca dal titolo originario “L’archivio della performance femminile in area Mediterranea. Prove Digitali” condotta nell’a.a. 2013-2014 dalla Research Unit costituita da: Celeste Ianniciello, Annalisa Piccirillo, con il prezioso contributo di Roberta Colavecchio e Manuela Esposito, e coordinata dalla Prof.ssa Silvana Carotenuto (Dip. di Scienze Umane e Sociali, dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”); realizzazione grafica e sviluppo software: “Intuizioni Creative” (referente Dott. Alessandro Ventura). Il progetto ha goduto della fonte di finanziamento P.O.R. Campania FSE 2007- 2013, Asse IV, Capitale Umano. Nell’ottobre 2017 è stato pubblicato il catalogo M.A.M. Matriarchivio del Mediterraneo. Grafie e Materie, S. Carotenuto, C. Ianniciello, A. Piccirillo (a cura di), UniorPress, Napoli.

www.matriarchiviomediterraneo.org.

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