STAY SAFE _ M.A.M., Matri-archivio del Mediterraneo

Quattro artiste e quattro opere conservate nel M.A.M., Matri-archivio del Mediterraneo. Grafie e materie, piattaforma di archiviazione digitale – pensata e realizzata da un gruppo di ricercatrici afferenti all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” – che mira a conservare e trasmettere le opere estetiche e performative delle artiste mediterranee.

  1. Artiste: Nicoletta Cabassi e Simona Lisi
    Performance: Hash-Tag. Call for Interaction
    un progetto di e con Nicoletta Cabassi e Simona Lisi
    Una co-produzione Compagnia Lubbert Das e Associazione Ventottozerosei
    con il sostegno di SudLab (Na) e Art Garage (Na)
    www.facebook.com/hashtag http://twitter.com/taghash_tag

Può un corpo passare attraverso un messaggio di 140 caratteri?
Siamo liberi in questo oceano comunicativo? O ingabbiati dai cancelletti?
Può esistere un modo altro di comunicare attraverso l’interazione corporea in rete?
Il corpo è il luogo della pertinenza di senso e la sua gestualità è un campo di possibilità dove le informazioni possono scorrere. La partitura gestuale/coreografica stessa diventa per gli utenti on-line un luogo a cui accedere e poter sedimentare segni e/o gesti. Possono accadere e sovrapporsi molte performances all’interno di “Hashtag” perché è il contest stesso che li raccoglie. Siamo, come corpi esposti in rete
un contenitore di contenitori.

Simona Lisi e Nicoletta Cabassi

Testo a cura di: Annalisa Piccirillo

“Hash_Tag | call for interaction” è la cellula digitale del progetto performativo “Hash_tag” iniziato nel 2014, e lanciato sulle piattaforme streaming a seguito di una call di ‘interazione’ con il pubblico connesso sui social network di Facebook e Twitter. In questo esperimento coreografico, le danzatrici e coreografe Simona Lisi e Nicoletta Cabassi investigano come il lavoro creativo, nei contenuti e nella forma estetica, sempre più sia influenzato dai trend comunicativi imposti dai social media contemporanei. L’ “hashtag” (#) diventa un segno comunicativo usato per rappresentare l’appartenenza ad un contesto di significato, diventa un mezzo per veicolare in modo efficace il proprio messaggio; può la presenza interattiva del corpo ‘adeguarsi’ ad un linguaggio estremamente sintetico? Cosa si perde in termini di cifra autoriale e identitaria pur di restare in ‘connessione’ con la contemporaneità. Tra potere e desiderio, quali segni e tracce comunica e trasmette un corpo femminile in movimento sullo schermo?
La cifra interrogativa conduce le due artiste ad esplorare le potenzialità complesse e problematiche legate alla visibilità – o alla iper-visibilità quando si entra nel quadro mediatico della rete – a cui anche le arti della danza e della performance sembra debbano adeguarsi a fronte di una ‘società dello spettacolo’ sempre più assoggettata alla comunicazione virtuale. I corpi delle danzatrici e delle/degli utenti invitate/i a partecipare on line, anche via chat, sono dunque chiamati ad interagire ‘in rete’, sperimentando in tempo reale le dimensioni sensoriali e corporee dei gesti e dei movimenti veicolati in live-streaming. Il risultato è la moltiplicazione di più performance che accadono in spazi diversi e tra una comunità di corpi che si scambiano flussi di informazioni coreografiche: i loro sguardi e i loro gesti si incontrano a distanza in quella realtà immateriale, sempre più reale, del virtuale. Le memorie condivise dell’evento performativo andranno ad aggiungersi a quell’archivio aumentato, sempre accessibile e consultabile, che è il mare della rete.

Simona Lisi è un’artista multidisciplinare. Attrice, danzatrice, coreografa e cantautrice, ricercatrice di estetica e ideatrice di format culturali, ha studiato in Italia, Belgio ed Inghilterra. La sua duttilità interpretativa le permette di muoversi agevolmente tra la danza, il teatro e il cinema d’autore. È autrice di suoi spettacoli in cui lavora sulla contaminazione tra musica, voce, immagine e movimento. Svolge un’intensa attività pedagogica collaborando con istituzioni pubbliche e private, università, Asl territoriali, associazioni di impegno sociale. Ideatrice della tecnica “embodyphilosophy”® è Somatic Movement Educator secondo la tecnica BMC®. E’ ideatrice e direttrice artistica dei festival “A piedi nudi nel parco”, apiedinudifestival.blogspot.it a Napoli e “Cinematica, immagine in movimento”, www.cinematicafestival.com ad Ancona. I suoi contributi teorici di estetica della corporeità sono presenti in “Agalma n.35” ed. Mimesis, “In cerca di danza” AAVV, Costa&Nolan, 2000; in “Light, body space” ed. Artdigiland 2013, “Creatori di senso” ed. Aracne, e nella rivista web “Limina Teatri”.

Nicoletta Cabassi è danzatrice, coreografa e docente di formazione classica e contemporanea.
Ha studiato con numerosi docenti e coreografi tra cui R. Lejeune, N. Yoshida, Ed Wubbe, R. Giordano, V. Sieni, P. Doddson, J.-Y. Ginoux, W. Vandekeybus, W. Forsythe e significative anche le esperienze nel teatro (C. Ronconi, P. Delbono, Living Theatre etc.). Per un periodo è stata staigière con la Compagnie Maguy Marin (1994). Come danzatrice ha lavorato per numerosi teatri d’opera, e con varie Compagnie in Italia e all’estero. Ama lavorare a progetti collettivi, ha collaborato con: Virginie Daenekyndt, Virginia Spallarossa, Simona Lisi, Paolo Mangiola (con qui è stata in residenza presso la Royal Opera House e presso Sadler’s Wells Theatre a Londra), OTTOelectro, la Compagnia Numeri Primi e il Teatro del Cerchio (per progetti di teatro-ragazzi). Negli anni ‘90 fonda Lubbert Das con cui crea ed interpreta molte produzioni. Svolge attività formativa e di ricerca, tramite workshop masterclass e seminari da oltre 25 anni. Compare come autrice in “Performativi – per uno sguardo scenico contemporaneo” a cura di Max Schiavoni, Gwynplaine edizioni (2011).

Informazioni sul M.A.M., Matri-archivio del Mediterraneo

Il M.A.M., Matri-archivio del Mediterraneo. Grafie e materie è una piattaforma di archiviazione digitale – pensata e realizzata da un gruppo di ricercatrici afferenti all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” – che mira a conservare e trasmettere le opere estetiche e performative delle artiste mediterranee.
Il progetto privilegia una prospettiva culturalista e postcoloniale e una connotazione di genere. Il Matri-archivio sceglie la dimora del mar Mediterraneo come geografia aggregata e multipla, di appartenenza e di narrazione trans-nazionale; un mare, che, come un ‘archivio fluido’ interseca le luci di un passato condiviso e, al contempo, le ombre dei retaggi coloniali; registra la complessità geopolitica delle migrazioni del presente e trasmette la speranza di un futuro che, in prospettiva, vorrebbe fondarsi su una contro-memoria critica, aperta a nuovi orizzonti di convivenza e di ospitalità. È con lo sguardo rivolto a questo futuro, atteso, desiderato e immaginato, che l’opera del Matri-archivio si “fa” spazio di memoria e di comunicazione dei segni di vita, che, trasmutati in ‘grafie e materie’ estetiche, si legano a una passione di pensiero e d’azione delle donne.
La profonda conoscenza, da parte delle fondatrici, per le dinamiche culturali e i contesti artistico-performativi, in circolazione nella regione EuroMediterranea, ha guidato il processo di raccolta e di digitalizzazione di una vastità di linguaggi: dalla fotografia alla video-arte, dall’installazione land art alla bio arte, dalla coreografia alla grafic art. All’oggi, l’architettura del Matri-archivio si sviluppa su quattro principali sezioni/temi: Matriarche; La Mer; Matrice; Mater-ia, in cui dimorano le opere di più di 30 artiste mediterranee. Le artiste, e al contempo arconti di questo network marino, si raccontano ognuna con il proprio corpo e sguardo, ognuna nella differenza della propria lingua e scrittura, scegliendo la sezione o la sottosezione dove depositare, in forma di video, documentazione o immagine, la propria testimonianza artistica.

Nota: La piattaforma archivistica Matri-archivio del Mediterraneo. Grafie e Materie è il risultato della ricerca dal titolo originario “L’archivio della performance femminile in area Mediterranea. Prove Digitali” condotta nell’a.a. 2013-2014 dalla Research Unit costituita da: Celeste Ianniciello, Annalisa Piccirillo, con il prezioso contributo di Roberta Colavecchio e Manuela Esposito, e coordinata dalla Prof.ssa Silvana Carotenuto (Dip. di Scienze Umane e Sociali, dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”); realizzazione grafica e sviluppo software: “Intuizioni Creative” (referente Dott. Alessandro Ventura). Il progetto ha goduto della fonte di finanziamento P.O.R. Campania FSE 2007- 2013, Asse IV, Capitale Umano. Nell’ottobre 2017 è stato pubblicato il catalogo M.A.M. Matriarchivio del Mediterraneo. Grafie e Materie, S. Carotenuto, C. Ianniciello, A. Piccirillo (a cura di), UniorPress, Napoli.

www.matriarchiviomediterraneo.org.

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