STAY SAFE _Archivio Nanni Valentini

“Negargli di agire è “dire” sull’uomo.
Se il segno è un sottrarsi della forma, nemmeno l’ombra con
Il suo indice di parabola, può dire l’oggetto-uomo.
Ma fra il giorno e la notte, quando la luce del sole si equivale
a quella della luna, un pensiero inaspettato ha creato l’Angelo.
Né uomo né fantasma ma Angelo, che si allontana velocemente
Guardando indietro come se volesse ri-segnare il proprio passato.
Il suo volto, per la discontinuità degli attimi, non è stato ricono-
sciuto, ma i capelli si: al loro posto vi sono dei ricci di carta,
sicuramente scritti.
La casa era lì immobile e i suoi muri hanno catturato quell’om-
bra che passava.
Ho portato a Düsseldorf dei lavori di terracotta, li ho pensati
come frammenti della parte di un muro disegnata da quell’ombra.
Quei mattoni d’argilla sono stati trasformati in modo che nel
futuro passaggio l’Angelo non trovasse dei muri ma elementi di
uno spazio a lui più prossimi”.
Nanni Valentini, 1985

Nanni Valentini. Biografia.

Nanni Valentini nasce in Sant’Angelo in Vado 1932, nel 1945 inizia a frequentare la Scuola d’arte per decorazione ceramica a Pesaro, per passare nel 1949 all’Istituto d’arte di Faenza, che frequenterà fino al 1953. Inizia a collaborare con la bottega di Bruno Baratti a Pesaro e a frequentare l’Accademia di Bologna.

Nel 1956 entra nella cerchia della Galleria La Salita di Liverani e stringe amicizia con Gastone Novelli, Emilio Villa, Gino Marotta; ottiene i primi premi al XIV Concorso di Faenza e all’XI Mostra della ceramica di Vicenza, cui molti altri seguiranno negli anni.

Nell’autunno 1957 si trasferisce a Milano, ove espone alla Triennalee inizia a progettare con Luigi Massoni la Serie natura. Frequenta Arnaldo e Giò Pomodoro, Ettore Sottsasse Lucio Fontana, che gli organizza la prima personale milanese all’Ariete nel 1958.

Nel decennio, cruciale, 1975-1985, Valentini, viene riconosciuto come uno dei massimi scultori in ceramica viventi; a fine anni Cinquanta collabora tra l’altro con Lucio Fontana nella monumentale Tomba Melandri a Faenza, vince il Premio Faenza nel 1956, 1961 e 1977 e il premio del Syracuse Museum of Fine Arts nel 1958 – frequentando un’ampia e vivida cerchia intellettuale, da Tancredi a Scanavino, da Arnaldo e Gio’ Pomodoro a Sottsass. Nel 1976 si afferma sulla scena milanese con una personale memorabile di opere pittoriche e sculture alla Galleria Milano di Carla Pellegrini.

Da subito il suo approccio alla materia, al colore, alla figura ne fa un unicum nel dibattito contemporaneo, in cui un atteggiamento colto e sapienziale si incrocia con la potenza asciutta di visioni plastiche che non hanno confronti tra i contemporanei.

Nei primi anni Ottanta ha una serie di personali in gallerie primarie, Babel a Heilbronn nel 1981, Vera Biondi a Firenze e Galerie -e di Monaco nel 1982: nello stesso anno ha una sala personale alla Biennale di Venezia ed è in “La sovrana inattualità” al Museum des XX. Jahrhunderts di Vienna. Nel 1984 ha una vasta personale al Padiglione d’arte contemporanea di Milano (il suo Cratere entra nelle collezioni permanenti del Civico Museo d’Arte Contemporanea di Milano al Palazzo Reale), poi espone al Museu de Ceràmica di Barcellona e ancora alla Galerie -e di Monaco; l’anno dopo è alla San Luca di Bologna, ma il 5 dicembre 1985 muore improvvisamente.

Per informazioni sull’artista, le opere, l’archivio: archivionannivalentini@yahoo.it

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