STAY SAFE _Archivio Maurizio Donzelli

“Siamo circondati dalla paura e dalla morte. Il filosofo Giorgio Agamben in una lettera apparsa su Quodlibet il 13 Aprile 2020 scriveva a proposito dei corpi delle persone morte:
“Come abbiamo potuto accettare, soltanto in nome di un rischio che non era possibile precisare, che le persone che ci sono care e degli esseri umani in generale non soltanto morissero da soli, ma che – cosa che non era mai avvenuta prima nella storia, da Antigone a oggi – che i loro cadaveri fossero bruciati senza un funerale?”.
Solo questo pensiero, tra i mille che tutti noi abbiamo quotidianamente, è paralizzante.
Noi artisti visivi in qualche maniera abbiamo tentato di opporci all’isolamento e al confino, spesso con iniziative virtuali, ma per quanto possa essere consolatorio sfogliare lo schermo del telefonino o affacciarsi sul web, sappiamo bene che tutto questo non sostituisce il rapporto fisico del corpo a corpo con l’opera.
Alla morte, al rischio, possiamo opporre solo il pensiero di essere giunti, a un certo punto del nostro percorso, a un grado-zero che – per la prima volta nella storia umana – ci rende tutti uguali in tutte le latitudini: Eravamo. Siamo Adesso. Saremo.[…]”

Maurizio Donzelli, estratto dal Manifesto GestoZero, aprile 2020


Maurizio Donzelli. Biografia.

Nato a Brescia nel 1958, vive e lavora a Brescia. Artista intellettuale con una formazione che spazia dalla filosofia all’antropologia, Maurizio Donzelli ha sviluppato una ricerca estesa che ha al suo centro il problema dell’immagine intesa come potenziale luogo di concentrazione, migrazione e alterazione della memoria visuale, in opere che si sviluppano in cicli distinti e sperimentano materiali e tecniche differenti con la finalità di continuare ad approfondire, e restituire al pubblico, fondamentale co-autore del lavoro di Donzelli, un potenziale infinito di suggestioni e rimandi iconici che affondano nelle dinamiche del tempo e della storia e spaziano in geografie anche distanti. Ciò che accomuna l’intera indagine dell’artista e la rende al contempo leggibile a più livelli di profondità, è allora proprio il suo essere atto concettuale che si fa segno, colore, forma instabile e mutevole perchè in costante relazione con lo sguardo di chi la accoglie e rielabora in base alla propria sensibilità. In questo composito atlante di immagini, i Drawings e gli Arazzi, i Mirrors e i recenti monocromi, fino alle opere su tela e resina, mettono in evidenza la crucialità del pensiero che è retrostante al processo creativo dell’opera, e riportano al centro della riflessione il principio del fare, ovvero dell’atto creativo che non si conclude con la restituzione dell’opera al mondo ma continua nella reciprocità tra questa e lo spettatore, in un farsi e disfarsi dell’immagine che non è labirintico gioco, ma cosciente richiamo al vedere e sentire.
Questi aspetti hanno spinto molti studiosi, intellettuali e critici ad occuparsi del lavoro di Donzelli nel corso degli anni, in occasioni espositive internazionali e museali tra le quali le personali: Diorama, Open Source First Shenzhen Biennale, Luohu Art Museum, Shenzhen, China, 2018; Ad Altemps, Nazionale Romano di Palazzo Altemps, Roma, 2015; Metamorfosi, Palazzo Fortuny, Venezia, 2012, e le collettive: Intuition, Palazzo Fortuny, Venezia, 2017 e Proportio, Palazzo Fortuny, Venezia, 2015.
Lo stesso artista ha tradotto il suo pensiero anche attraverso la docenza, insegnando per sette anni Teoria Della Percezione, Psicologia Del Colore, presso l’Accademia Naba di Brescia.
La riflessione teorica è stata negli anni oggetto di diverse pubblicazioni, tra le quali si ricordino: Spettacolo di Niente, 2003, Mazzotta, stampato in occasione della sua omonima mostra presso la Calcografia Nazionale di Roma; Lo Sguardo Del Disegnatore, edizioni l’Obliquo 2002; Metamorfosi, Mousse publishing 2012; Diramante, Bandecchi e Vitali Firenze 2015; La Linea Del Tutto a cura di Luca Cerizza, Mousse publishing 2016, in occasione della sua mostra bipersonale presso Cortesi Gallery a Londra e Lugano.

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